Meta Blocks Collegamenti all’elenco ICE, sollevando domande sulla censura

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Meta, la società madre di Facebook, Instagram e Threads, ha iniziato a impedire agli utenti di condividere collegamenti a ICE List, un sito Web che raccoglie i nomi dei dipendenti del Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS). Il sito, creato da Dominick Skinner, mira a ritenere questi agenti responsabili delle loro azioni nelle comunità di immigrati e delle presunte violenze contro i cittadini statunitensi.

Per oltre sei mesi i link circolavano liberamente sulle piattaforme Meta, ma a partire da lunedì sera la loro condivisione provocava blocchi. Mentre WhatsApp, anch’esso di proprietà di Meta, rimane inalterato, gli utenti che tentano di pubblicare su Facebook, Instagram e Threads ricevono messaggi vaghi che citano violazioni delle Linee guida della community o semplicemente scoprono che i collegamenti scompaiono del tutto.

Il contesto: Il blocco avviene nel contesto di un controllo approfondito degli agenti ICE e DHS. Gli attivisti hanno monitorato la loro attività online in risposta a presunti abusi di potere, mentre l’amministrazione Trump aveva precedentemente esercitato pressioni sulle aziende tecnologiche affinché sopprimessero tali sforzi. La stessa lista ICE è diventata virale all’inizio di questo mese con affermazioni di un elenco trapelato di 4.500 dipendenti del DHS. L’analisi di WIRED ha rilevato che gran parte delle informazioni provenivano da fonti disponibili al pubblico, come i profili LinkedIn.

Il portavoce di Meta, Andy Stone, ha giustificato i blocchi facendo riferimento alle politiche contro la condivisione di informazioni di identificazione personale e la richiesta di tali dati ad altri. Tuttavia, il creatore del sito, Skinner, sostiene che l’ICE List ha operato apertamente per mesi senza problemi, e l’improvviso cambiamento è sospetto, dati i legami della leadership di Meta con le amministrazioni passate.

Le implicazioni più ampie: Questa azione evidenzia una crescente tensione tra le piattaforme tecnologiche, la trasparenza delle forze dell’ordine e la protezione della privacy. La situazione solleva interrogativi su come e perché Meta ha deciso di applicare queste regole adesso. Nel frattempo, anche altre aziende tecnologiche si trovano ad affrontare pressioni simili da parte delle agenzie governative per limitare l’accesso a determinate informazioni.

La mossa ha suscitato la reazione degli attivisti online, che accusano Meta di dare priorità all’anonimato degli agenti dell’ICE rispetto alla sicurezza e alla responsabilità delle persone colpite dalle loro azioni. L’incidente si aggiunge anche a un dibattito più ampio sulla censura aziendale, in particolare nei casi in cui l’interesse pubblico o l’attivismo si scontra con gli interessi istituzionali.

Questo incidente sottolinea la rapidità con cui le piattaforme tecnologiche possono alterare l’accesso alle informazioni e il motivo per cui gli attivisti devono rimanere vigili nel difendere la trasparenza e la responsabilità.